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10 Years – The Autumn Effect

Posted by StepTb su maggio 12, 2005

(Universal, 2005)
Album


The Autumn Effect (Universal, 2005) è l’album-rivelazione degli americani 10 Years, originari di Knoxville (Tennessee, USA), dopo i due lavori indipendenti Into the Half Moon (del 2001, con un vocalist diverso e pezzi più legati all’universo heavy-rock, come Try Again) e Killing All That Holds You (del 2004, di cui le migliori tracce sono state poi ri-registrate per The Autumn Effect, a partire dal suo singolo di lancio Wasteland).

All’uscita quasi osannato dal pubblico teengeriale in patria, in realtà la proposta che porta con sé non ha nulla di particolarmente rivoluzionario o inedito.
L’album è comunque forte di un titolo suggestivo, di interessanti testi malinconico-ermetici (e, come si intuisce, dalle sfumature autunnali), di un raffinato artwork che riflette abbastanza fedelmente il mood delle tracce.
Il singolo apripista Wasteland rappresenta un po’ tutto il lavoro: atmosfere a metà tra la malinconia autunnale e l’alternative-rock più psichedelico, voce pulita e melodica, sfuriate chitarristiche mai troppo pesanti, in una formula di “nuovo” rock potenzialmente mainstream particolarmente azzeccata.
Gli episodi migliori del lotto, al di là del primo singolo, risultano essere la potente e trascinante Cast It Out, l’opener Waking Up, il secondo singolo Through the Iris, e l’emotiva title-track (all’interno della quale è contenuta la bonus-track astratta e sperimentale Slowly Falling Awake).

Il mezzo espressivo della band è una rivisitazione e contaminazione dell’ultimo post-grunge, reso capace d’assimilare i resti del nu-metal per arrivare ad un nuovo tipo di alternative-rock che non sacrifichi particolari possibilità commerciali. In questa operazione, i loro maestri paiono essere Chevelle e A Perfect Circle, al momento alfieri di tale transizione musicale. Tra i loro fratelli si possono invece individuare gruppi come 30 Seconds to Mars, Breaking Benjamin e Submersed, portatori di simili stilemi musicali nei loro rispettivi esordi.
Uscito inoltre contemporaneamente a Blue-Sky Research dei Taproot, come esso anche questo album segnala l’esistenza di nuove vie da percorrere per scampare ai rantoli del morente nu-metal, pur senza rinnegarlo ma anzi trovandovi una continuità; la proposta dei Taproot suona tuttavia più originale, avendo essi stessi contribuito all’evoluzione del nu-metal, e avendo accumulato poi le influenze più varie (post-hardcore, emo, pop-rock) grazie ad una personalità più convincente.
I 10 Years, difatti, lungo il corso dell’album si limitano a dire ciò che è stato già detto e poco più: le influenze di Chevelle e A Perfect Circle (ma anche Incubus) spiccano come troppo presenti e riconoscibili; specie nella voce il livello di “ispirazione” si fa eccessivamente evidente, dato che Hasek in molti pezzi imita spudoratamente Keenan (ascoltare l’incipit di Cast It Out come esempio).
Ciò che comunque riesce a distinguere il quintetto dalla massa è che il loro “già detto” viene sicuramente detto meglio, con più compattezza, con più maturità stilistica, e con più classe rispetto a quello di tanti loro contemporanei.
Di suo, la band ci mette specialmente qualche spruzzata di My Dying Bride nel sound, un’innegabile sapienza nel creare atmosfere e melodie, una sezione d’archi che affiora di tanto in tanto, ed un occhio di riguardo alle chart: la formula del loro “nuovo” post-grunge/alternative-rock è principalmente incentrata sulla compattezza, e sul voler rendere più accessibile la musica dei progetti di Keenan.

Ad ogni modo, difficilmente i 10 Years possono esser definiti eredi dei Tool, come è stato azzardato in alcune recensioni d’oltreoceano, perché musicalmente la band ne resta parecchio lontana, e si rifà molto più ai gruppi già citati (sarebbe ora di capire la differenza tra rifarsi agli A Perfect Circle e rifarsi ai Tool).
The Autumn Effect ha avuto successo specialmente nel suo essere un lavoro di simbolica transizione e chiusura dell’era nu-metal, indice del cambiamento in corso all’interno dell’alternative-rock americano e del post-grunge: godibile e suonato con competenza, musicalmente curato ed elegante, ma lontano dal capolavoro.


7/10

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2 Risposte to “10 Years – The Autumn Effect”

  1. knockabout said

    sembri abbastanza infoiato a fare critiche… vieni sul mio sito e ascolta uno dei nostri lavori.. (your life is a stake) ..poi se t va fai un commento.. http://www.knockabout.splinder.com Will

  2. sandpipers said

    disco che suona molto APC, bello bello. anche se sembra di sentire “thirteen days” o “mer de noms”…:)

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