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L’auberge espagnole

Posted by StepTb su luglio 6, 2005

L’Auberge espagnole
Cédric Klapisch

Francia/Spagna 2002

col 120′


La storia di uno studente francese, Xavier (Romain Duris), che grazie al programma universitario Erasmus se ne va ad abitare per un anno a Barcellona, condividendo l’appartamento con altri sei studenti di diverse nazionalità (inglese, belga, italiana, danese, etc.).
Parte in modo ottimo, lasciando trasparire l’obiettivo di voler parlare di qualcosa di inedito (la vera realtà studentesca che si è venuta a creare con i rapporti intereuropei nell’UE), e fino all’arrivo nel famigerato appartamento con gli altri sei coetanei il film è fresco e godibile. Poi non c’è più niente che valga la pena di essere visto.
I rapporti interpersonali sono trattati in modo stupido, le musiche sono ridondanti (bella No Surprises dei Radiohead, ma perché utilizzarla in continuazione?), il ritratto dei giovani studenti li dipinge in modo molto superficiale, i cosiddetti “colpi di scena” sono banalissimi e si susseguono in ciclo senza nessun raccordo, come barzellette insipide (relazioni sentimentali con annessi tradimenti su tutti).
Le caratterizzazioni dei personaggi si basano essenzialmente sui luoghi comuni dei vari popoli a cui appartengono, identificativo di come questo film non voglia demolire alcuna barriera ma faccia invece forza sugli stereotipi per poter raccattare un pubblico vario; il personaggio del fratello inglese sembra dapprima messo lì per sottolineare i sopraccitati luoghi comuni e per una apparente forma di razzismo verso gli inglesi, poi con il suo “riscatto” dimostra semplicemente che queste ipotesi sono anche troppo profonde in una storiella a lieto fine con una trama che sembra improvvisata senza fantasia.
Il finale (anche se un po’ stucchevole) riesce ad ogni modo a comunicare un po’ di senso di nostalgia verso l’adolescenza, e il messaggio generale (una volta finito il film) resta quello di incoraggiare a viaggiare e intraprendere scambi culturali, quindi qualcosa di buono c’è.
Alcuni spettatori si sono lamentati della mancanza di doppiaggio/sottotitoli nella maggioranza delle sequenze di dialogo tra i vari studenti (parlate in Inglese ovviamente, dato che è la lingua universale), ma i dialoghi non sono assolutamente difficili da capire, e per ciò che vuole comunicare il film è stata una scelta giusta.
Uscito poco dopo a Il favoloso mondo di Amélie (la cui protagonista Tautou ha curiosamente una parte anche in questo film), e preso assieme a questo come metro di riferimento del nuovo cinema europeo di inizio terzo millennio; ma il film di Jeunet è di qualità nettamente superiore.



5/10

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Una Risposta to “L’auberge espagnole”

  1. neimless said

    completamente d’accordo!

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