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Dogville

Posted by StepTb su luglio 8, 2005

Dogville
Lars von Trier

Danimarca 2003

col 133

La fuggitiva Grace (Nicole Kidman), durante la Depressione americana, si nasconde nel minuscolo paese di Dogville. Gli abitanti le offrono ospitalità su gentile richiesta di Tom Edison, ragazzo esemplare nonché primo cittadino con cui Grace è entrata in contatto. Ma quando uno sceriffo fa sapere ai paesani che Grace è ricercata per rapina, gli atteggiamenti verso di lei cominciano a cambiare. Tom le suggerisce quindi di cercare un modo per ripagarli, e Grace vince la loro diffidenza offrendosi per i lavori più disparati. La gente allora ne approfitterà per chiederle sempre di più tramite subdoli ricatti, fino ad arrivare a sfruttarla come una schiava, anche sessualmente. Ma per questo comportamento Dogville sarà punita.

Von Trier prende come protagonista la star Nicole Kidman per parlare dellAmerica, specie della sua provincia, ma la riflessione in realtà investe lumanità stessa: gli ottusi ed egoisti paesani di Dogville sono rappresentanti della razza umana, che non può fare a meno di approfittarsi e agire in modo meschino e depravato; questo il significato del massacro finale, che è una metafora dellapocalisse divina su unumanità indegna del dono della vita. Ad ogni modo Grace non è salva, perché la sua vendetta la pone sullo stesso piano di violenza, ma arriva a tal punto solamente dopo un degrado sopportato troppo a lungo ed un temuto confronto con suo padre (ottimo il dialogo tra i due).
Von Trier non convinceva così dai tempi di The Kingdom, e gira finalmente un film davvero sperimentale, il cui punto di forza è senza dubbio la scenografia: il paesello di Dogville è costruito come un teatrino al chiuso, con edifici, aiuole e mura identificabili solo tramite righe di gesso tracciate per terra, confini invisibili, porte inesistenti o che si ergono sul nulla (perché la realtà è sotto gli occhi di tutti ma nessuno esce allo scoperto, e le vere mura sono quelle allinterno dellanimo degli abitanti); questo rende il film visivamente spettacolare, e nonostante ricalchi lidea della divisione in capitoli (come in Le onde del destino), il messaggio che porta allo spettatore è finalmente posto in modo sincero e intelligente, con le tipiche incursioni sadiche e grottesche del regista che si incastrano alla perfezione nello stile filmico e nelleleganza minimale della messa in scena.

7.5/10

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2 Risposte to “Dogville”

  1. Ladybird84 said

    Waw… vedo dall’immagine del tuo profilo che conosci i Sigur Ros! Sei andato al concerto a Ferrara il 4 luglio? che figata. Sai, poca gente li conosce…..baci ciao!

  2. MSBweb said

    Sì, grandi SR… no Ferrara l’ho mancato per insufficienza monetaria… cavolo sono cari gli islandesi! ciau ;)

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