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Nine Inch Nails – With Teeth

Posted by StepTb su agosto 16, 2005

(Interscope/Nothing, 2005)
Album

Dopo la pubblicazione di The Fragile, i Nine Inch Nails attraversano il globo con limponente Fragility Tour, poi Trent pubblica And All That Could Have Been, in tre versioni (CD, Deluxe + minialbum, e doppio DVD) dai contenuti decisamente appetibili (materiale live, inediti, video, versioni acustiche). Dopo una causa legale (aveva scoperto che il suo manager nonché amico John Malm laveva truffato di milioni di dollari, causando la chiusura degli Nothing Studios), pubblica poi anche il consueto album di remix, stavolta dal titolo Things Falling Apart, e nel 2001 collabora alla colonna sonora del film Tomb Raider con linedito Deep (per cui viene anche girato un video).
Poi, il silenzio. Interrotto solamente nel 2004, anno in cui esce la ristampa in versione Deluxe di The Downward Spiral, in occasione del suo decennale, ed in cui il sito ufficiale della band si presenta con una veste grafica completamente rinnovata.
Preceduto dal singolo The Hand That Feeds, nel 2005 esce finalmente il nuovo album della band: With Teeth, ovvero il cosiddetto “Halo 19” (tutte le pubblicazioni ufficiali dei Nine Inch Nails, difatti, vengono anche chiamate “Halo”).
With Teeth è anche il primo album del gruppo a non essere in alcun modo un concept, ma semplicemente una raccolta di canzoni.

Il disco comincia in maniera delicata: in All the Love in the World un dolce pianoforte su di una batteria elettronica soffusa accompagna la sussurrata voce di Trent, ma piano piano la canzone si trasforma in un climax con unesplosione a metà tra elettronica e soul verso la fine. Senza dubbio un buon inizio, che però viene tradito dalle tracce immediatamente successive.
You Know What You Are? e The Collector sono sorrette dal furioso (ma ripetitivo) drumming di Dave Grohl (ex Nirvana e leader dei Foo Fighters), e Reznor non fa che spalmarci sopra una serie di distorsioni e campionamenti su cui urla le sue liriche che ormai danno pericolosamente limpressione di essere diventate un cliché, così come le note di pianoforte in chiusura che fanno tanto
The Fragile.
The Hand That Feeds è il grande tradimento; da Trent tutto ci si poteva aspettare tranne che, dopo anni di silenzio e tutti i problemi che gli aveva dato laura di rockstar, tirasse fuori dal cilindro un primo singolo così catchy, danzereccio e radio-friendly. Il testo è un invito a ribellarsi allo schiavismo della religione (“Just how deep do you believe? Will you bite the hand that feeds? Will you chew until it bleeds? Can you get up off your knees? Are you brave enough to see? Do you wanna change it?“), ma cantato con questo piglio e questa melodia appare pallido e senza forza se confrontato alle apocalittiche ribellioni metafisiche di
The Downward Spiral.
Ci pensa Love Is Not Enough a riportare della rabbia alienante nel puro stile di Reznor, in una traccia che ricorda molto da vicino le atmosfere di The Fragile, così come la successiva Every Day Is Exactly The Same, forse il capolavoro del disco, sostenuta da uno stupendo tappeto sonoro che Trent non spreca, cantando un testo molto intelligente sulla ripetitività delle azioni quotidiane che ci riducono a schiavi apatici (“I think I used to have a voice, now i never make a sound; and I just do what ive been told; I really dont want them to come around, oh no.
Every day is exactly the same, there is no love here, and there is no pain
“).
La title-track sembra uno scarto da
The Fragile, dato che ne ricicla molti stilemi, ad ogni modo probabilmente ha un testo molto significativo per Trent e tutto sommato (complice il ponte al pianoforte che la spezza a metà) è comprensibile che dia il nome allintero lavoro, sebbene non sia affatto unottima traccia.
Si arriva così al secondo singolo Only, costruito ancora una volta sul secco e deciso drumming di Grohl, mentre Trent utilizza i campionamenti al meglio per non far cadere il ritmo e lattenzione dellascoltatore. Ma è più coinvolgente il videoclip del pezzo, diretto da David Fincher ed infarcito di computer graphic. Ad ogni modo, il grido “There is no you there is only me, there is no fucking you there is only me” convince, e non se ne va dalla testa tanto facilmente.
La batteria di Grohl sostiene anche Getting Smaller, che abbandona quasi del tutto lelettronica e lindustrial in favore di un potente rock che sembra uscito dai Queens of the Stone Age più heavy. Reznor che suona come i QOTSA. Impensabile, fino a ieri. Questo rende la traccia uno dei pezzi più freschi e originali del lavoro.
Molto debole lepisodio successivo (Sunspots), più incisiva invece The Line Begins To Blur (titolo che riprende un verso della title-track), ma si ha ancora la sensazione di ascoltare materiale provenienti dalle sessioni di The Fragile, e quindi niente di nuovo.
Sensazione che accompagna anche la seguente Beside You In Time (anomalo pezzo lento e riflessivo, giocato molto su accordi fissi e dissonanze che avvolgono tutta la traccia), che però risulta molto più emotiva e convincente.
Lalbum si chiude con Right Where It Belongs, una dolce ballad di voce, basso e pianoforte disturbata e accompagnata da ruvidi synth; lintenzione era forse quella di scrivere una nuova Hurt, ovvero un pezzo simile ma che descrivesse il Trent attuale e non più quello passato. Right Where It Belongs è difatti un finale decisamente pacifico e smorzato per gli standard a cui ci aveva abituato Reznor, segno che i tempi sono cambiati e la sua rabbia se nè per gran parte andata, ma è anche una delle tracce migliori dellintero album grazie alla sua delicata e malinconica atmosfera. Mentre la musica descrive un ambiente onirico, le parole cantano un apprezzabile testo che denuncia la nostra “era della finzione” (“What if all the world you think you know is an elaborate dream? And if you look at your reflection is that you want it to be?“), e ad un certo punto si sentono per pochi secondi i campionamenti di un pubblico che applaude (immagine funzionale al testo). Chiusura decisamente buona, insomma.

Eppure la sensazione finale non è abbastanza appagante. Certo, stiamo sempre parlando di Reznor, e dunque suoni, arrangiamenti e synth sono di eccellente fattura. Ma dopo quella serie di ottimi dischi e 4 anni di silenzio non può pretendere che la critica giudichi a voti alti un prodotto come questo.
Se la sua intenzione era quella di vendere, beh ci è riuscito (album e singoli al numero uno della Billboard); se la sua intenzione era di spiazzare vecchi fan e critici che lo consideravano unistituzione in campo musicale, beh ci è riuscito; ma se la sua intenzione era quella di confezionare un album di qualità artistica davvero degna di nota, non ci è riuscito.
In questi anni di disimpegno musicale e di dischi noiosi e riciclati, stavamo aspettando tutti che Trent dicesse la sua e si confermasse il genio musicale che ha dimostrato di essere; e invece egli si è adeguato alla piattezza e al formato “canzone commerciale” (la prima metà del disco è costituita da tracce estremamente radio-friendly per i suoi canoni), strizzando locchio addirittura a sound nostalgici anni 80 (Sunspots, The Hand That Feeds) che sembrano andare tanto di moda in questo periodo (certo, lui proviene dagli anni 80, ma certi sound li aveva abbandonati da tempo).
E soprattutto: With Teeth al limite può anche suonare piacevole, ma complessivamente non contiene un quarto della profondità psicologica presente nei suoi precedenti lavori (se escludiamo le ultime due tracce).
Forse Reznor vuole solo dire che si è stancato di tutto ciò che troneggia oggigiorno nella musica (falsità, incoerenza, superficialità, inutili faide, polemiche su chi si vende e chi no), e questo prodotto è il suo modo per suggerire a tutti i critici dove possono infilarsi i loro pareri.
Ma cè il grosso pericolo che un grande artista stia rischiando di diventare imitazione di se stesso.

7/10

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2 Risposte to “Nine Inch Nails – With Teeth”

  1. Il ‘problema’, se così vogliamo chiamarlo, è che Reznor è cresciuto. È maturato. Ha eliminato scimmie, dipendenze e demoni, a quanto dice. Si capisce che non si sta più ascoltando lo sfogo di una mente tormentata.

  2. MSBweb said

    Allora che scriva pezzi cresciuti e maturi.Non imitazioni di ciò che ha già fatto, per di più in forma commerciale.

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