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Last Days

Posted by StepTb su dicembre 21, 2005

Last Days (2005) di Gus Van Sant è ispirato agli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain, leader della rock-band Nirvana morto suicida nel 1994.
La rockstar Blake, che sembra essere perennemente sotto l’effetto di droghe, trascorre alcune giornate in una grande casa in mezzo ad un bosco, assieme agli inquilini (suoi amici, tutti musicisti o artistoidi), e gironzolando nelle vicinanze di tanto in tanto (immergendosi nella natura circostante o isolandosi nella sala prove poco distante); finché un giorno decide di togliersi la vita, e i suoi amici se la squagliano a Los Angeles.
Quello che vorrebbe essere un film sulle cause di un suicidio, mostrando il percorso inevitabile di una persona che ormai ha perso il senso di vivere (trascorre le giornate drogato e apatico, compiendo gesti insensati, evitando i contatti con manager ed ex-moglie, mentre gli amici ormai lo ignorano) ed è quindi destinata all’autodistruzione, risulta a conti fatti un esperimento senza capo né coda, in cui manca una necessità di dire e abbonda una generale sensazione di perdita di tempo in attesa della già nota fine.
Sono presenti un paio di trovate intelligenti (le visite dei mormoni e dell’agente delle pagine gialle a sottolineare l’alienazione degli abitanti della casa dal mondo reale; la narratività a volte spezzata e ripetuta da un altro punto di vista a sottolineare la ripetitività senza scampo delle giornate), ma su tutto è la sensazione di noia a trionfare. A tutto ciò si aggiungono anche un paio di incorrettezze (il protagonista è mancino, eppure suona la chitarra da destrorso; l’abbigliamento dei mormoni è sbagliato).
Prima e dopo la morte di Blake viene vista una figura vestita di rosso aggirarsi attorno al luogo, in modo da suggerire che le piste sono in realtà aperte e potrebbe trattarsi di omicidio (cosa che infatti alcuni sostengono a proposito della morte di Kurt Cobain).
Piccola parte da attrice per Kim Gordon, della rock-band Sonic Youth, che nella vita reale era amica di Cobain.
Con Last Days si chiude la “Death Trilogy” di Gus Van Sant, trilogia di film incentrati sulla morte e sulla solitudine (fisica in Gerry, sociale in Elephant, mentale in Last Days).

6/10

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