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Borat

Posted by StepTb su febbraio 21, 2006

Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan
Larry Charles
USA 2006
col 84


Il vero e proprio “caso cinematografico” della stagione invernale a cavallo tra 2006 e 2007 è Borat.
Basato su uno dei personaggi fittizi del comico inglese Sacha Baron Cohen (già famoso per Ali G) e scritto quasi interamente da Cohen, che regge la parte con assoluta maestrìa (non a caso è stato premiato col Golden Globe), Borat è un mockumentary comico che non ha mancato di scatenare indignazione e scandalo a destra e a manca, dagli USA (che comunque lhanno messo in lizza per lOscar, causa il successo di pubblico) fino alla Russia e alle nazioni arabe (che lhanno vietato).
La particolarità di Borat è che non rispecchia le regole della maggior parte dei mockumentary; laddove la normalità è filmare un documentario fittizio in cui le persone sono in realtà attori, per inscenare la forma stilistica di un reportage reale, Borat è invece effettivamente un documentario, ma la sua forza deriva dal fatto che la cornice in cui è racchiuso sia fittizia. La trama di Borat è difatti la seguente: il famoso reporter kazako Borat Sagdiyev viene incaricato dal suo governo di mettere in piedi un documentario sugli USA, attraverso un viaggio on the road (con protagonisti lui, il produttore Azamat Bagatov, e la troupe necessaria per filmare il tutto), per impararne i civili usi e costumi. E il film Borat ne è il risultato effettivo. La messinscena fittizia viene quindi presentata come assolutamente reale, ma il punto è che i contenuti del film risultano essere effettivamente documentaristici.
Gli unici attori reali nel film sono Ken Davitian (nella parte di Azamat), Luenell (che interpreta una prostituta), e Pamela Anderson (nei panni di se stessa), e lunica scena fittizia è quella girata nel negozio di antiquariato (unicamente per paura, da parte di Cohen, di danneggiare cose di effettivo valore per il proprietario). Tutte le altre persone sono reali, e i loro comportamenti sono autentici e genuini.
La maggior parte delle scene è semplicemente improvvisata da Cohen, grazie alla sua lunga esperienza negli sketch comici televisivi, e gli americani che entrano in contatto con il personaggio di Borat lo credono reale, comportandosi conseguentemente come se avessero davanti un vero reporter mediorientale.
Il viaggio di Borat attraverso gli USA può essere scisso in due parti, a puro scopo di analisi.
Nella “prima parte”, vediamo Borat (proveniente da una terra barbara e incivile secondo i canoni occidentali) scontrarsi con una nazione avanzata, democratica e civilizzata; in questa parte Cohen enfatizza tutte le fobie americane, portando alleccesso lo stereotipo dello “straniero”, e ancora peggio dellislamico (la religione di Borat non viene mai svelata, ma è chiaro che il riferimento sia quello), evidenziando a fondo tutti i pregiudizi culturali occidentali, e il divertimento sta nel godersi le reazioni degli americani quando entrano a loro volta in contatto con la realtà grottesca del reporter.
Nella “seconda parte” si rende sempre più evidente quanto il personaggio di Borat, partito come incivile in terra civilizzata, abbia paradossalmente meno pregiudizi, manie e ipocrisie degli americani stessi. Questo cambio di rotta diventa sempre più evidente, e, una volta che Borat torna al suo villaggio, viene spontanea la riflessione su chi fosse effettivamente il “selvaggio”.
Stravolgimento intelligente del sogno americano (quando si pensava di aver ormai esplorato tutti i possibili punti di vista sullargomento), Borat colpisce nei punti giusti (alcuni anche troppo scoperti, si veda ad esempio la demenziale scena della messa, assolutamente reale, in cui compaiono anche il politico Chip Pickering e il giudice James W. Smith Jr.), e mette sul piatto uno spaccato a stelle e strisce tanto cattivo e scorretto quanto comico.
Alcune curiosità assolutamente da sapere: la scena del rodeo non ha una fine perché nella realtà è sfociata in una vera rivolta del pubblico; durante la realizzazione del film, è stata chiamata la polizia contro Cohen ben 91 volte; diverse delle persone coinvolte nel film, nonostante aver preventivamente firmato lassenso, dopo luscita del film hanno fatto causa alla produzione per essere stati raggirati; nei dialoghi tra Borat e Azamat, il primo parla in ebraico (Cohen nella vita reale è ebreo), il secondo un dialetto armeno (Davitian nella vita reale è di origini armene), ma spesso utilizzano vocaboli russi, slavi o polacchi.
Consiglio: da evitare come la peste la versione doppiata in italiano, che fa perdere metà della comicità del personaggio, e da procurarsi invece la versione originale sottotitolata in italiano.

7/10

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