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Das Leben der Anderen

Posted by StepTb su marzo 21, 2007

The Lives of Others
Le vite degli altri

Florian Henckel von Donnersmarck
Germania 2006
col. 137′


Das Leben der Anderen
(titolo internazionale The Lives of Others, in Italia Le vite degli altri) è il primo lungometraggio (dopo una serie di corti) scritto e diretto dal tedesco Florian Henckel von Donnersmarck.

Ambientato nella Germania dell’Est del 1984, racconta la storia di Gerd Wiesler, un integerrimo agente segreto della Stasi, che perde a poco a poco la convinzione delle azioni che compie, a causa di una missione che lo vede monitorare giorno e notte una coppia di artisti (Christa-Maria, attrice, e Georg Dreyman, scrittore teatrale).
Wiesler, spiando i due, nota le differenze tra la propria vita e la loro (dal punto di vista etico, artistico, sentimentale e sessuale), e si accorge di preferire la seconda. Anche perché scopre subito il reale motivo della sua missione (un importante ministro, che già forza sessualmente Christa-Maria tramite ricatti carrieristici, vuole incastrarli e togliere di mezzo Dreyman per avere la donna solo per sé; e nonostante questo la coppia riesce a sopravvivere e andare avanti) e in generale il modo in cui il regime tratta gli artisti idealisti (nel migliore dei casi con l’esclusione dal lavoro -come capitato a Jerska, amico ed ex regista di Dreyman- e nel peggiore dei casi con l’arresto e la tortura psicologica), cose che minano profondamente la sua convinzione di stare facendo la cosa giusta.
Cerca così di salvare la vita alla coppia anche quando scopre un effettivo comportamento illegale (un articolo di denuncia di Dreyman passa il confine e arriva segretamente all’Ovest, guadagnandosi una prima pagina sul settimanale Der Spiegel), salvando lo scrittore dall’arresto, ma comunque senza riuscire ad evitare un destino ingiusto sia per i due artisti sia per se stesso.
Alla caduta del muro, Dreyman viene a sapere nome e cognome del suo salvatore, e lo cerca per ringraziarlo; ma non riesce a chiamarlo e parlarci, così sceglie di scrivere un libro da dedicargli.

Das Leben der Anderen ha tutta la sua forza in una storia appassionata (tanto idealista quanto “dura”, tanto drammatica quanto speranzosa) e in uno stile eccellente, che (nonostante regia e montaggio in certi punti siano un po’ imperfetti) risulta elegantissimo e privo di eccessi o facili dialoghi/azioni ad effetto.
Di grande impatto la scena di Dreyman che, osservando l’uomo da cui a sua volta è stato per mesi osservato, l’uomo che gli ha salvato la vita e la carriera, e scoprendo cosa è diventato (da agente segreto a umile corriere di opuscoli), non riesce a proferire parola. E perfetto il finale, la frase “No, lo prendo per me” e la chiusura sul volto felice di Wiesler, che assieme al libro ha acquistato anche la consapevolezza della sua appartenenza agli “uomini buoni”, e questo è ciò che conta.
Se si riesce a pensare alla trama come realistica e possibile, e se si perdona una narrazione frettolosa e con molte ellissi temporali (ma d’altronde la storia copre un arco di quasi dieci anni e narra il cambiamento di un uomo e di una nazione), si può scoprire in Das Leben der Anderen un piccolo gioiello di cinema elegante e idealista.

Il lungometraggio ha ricevuto l’Oscar 2007 come miglior film straniero.

7.5/10

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