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Superbad

Posted by StepTb su ottobre 6, 2007

Greg Mottola
USA 2007
col. 113

Evan e Seth, due ragazzi con qualche problema di emarginazione sociale, vedono la loro prima grande festa scolastica come lultima occasione per avere rapporti sentimental-sessuali con le ragazze che da tempo hanno adocchiato (oltre a forse lultima occasione di divertimento assieme, dato che a fine anno ognuno andrà a frequentare ununiversità differente); il problema da risolvere è riuscire a mantenere la promessa di arrivare alla festa portando un grosso quantitativo di alcolici, il cui acquisto negli USA è illegale sotto i 21 anni.

È questo lincipit di Superbad (o Suxbad), secondo lavoro da regista di Greg Mottola (che esordì nel 1996 con The Daytrippers) ma scritto da Evan Goldberg e Seth Rogen, anche produttori assieme a Judd Apatow (il regista di The 40 Year Old Virgin e Knocked Up, questultimo con Rogen come protagonista).
La trama di Superbad mescola una serie di soggetti oramai abusati (la notte della maturazione adolescenziale nello stile di American Graffiti -e la soundtrack di musica nera anni 70 ne è un omaggio esplicito-; i ragazzi emarginati ricalcanti Revenge of the Nerds; la festa scolastica di fine anno come prima esperienza sessuale nello stile di National Lampoons Animal House e più esplicitamente di American Pie; e via avanti) in una commedia adolescenziale a forti tinte slapstick.
Ma laddove i modelli pre-esistenti appaiono datati, falsi e idealizzati, Superbad appare moderno e cinicamente sincero, perché guarda finalmente con realismo il mondo giovanile, portando a galla situazioni esistenti e ben poco tranquillizzanti (da quelle più prettamente americane, come la visione dei tutori della legge o delle armi da fuoco, a quelle universali come lemarginazione, la fine delle amicizie, il linguaggio slang e volgare, le tempeste ormonali o il tragicomico ruolo dellalcol). I patetismi, i romanticismi, gli idealismi, le confezioni buoniste, i prodotti dalla comicità triviale ma rientranti alla fine in un sistema di valori conservatore e a lietissimo fine: tutto da scordare, perché non è quella la realtà in cui viviamo (lo è invece la perfetta descrizione della festa; lo è lintroversione di Evan; lo è Becca ubriaca che al momento di fare sesso non capisce nulla e vomita sulla trapunta; lo è Seth che porta gli alcolici perché non riesce a immaginare altri modi in cui Jules potrebbe portarselo a letto; lo sono il gruppo di sballati rissosi e cocainomani che rappresentano il mondo delle “feste degli adulti”). E le situazioni vengono affrontate come vengono affrontate realmente, ovvero spesso ridendo per non piangere.
Superbad
presenta da una parte una serie di situazioni comiche irresistibili, e dallaltra ciò che tutto questo nasconde sotto la superficie, ovvero non solo la malinconia (come già visto sin dai tempi di American Graffiti) ma anche l’effettiva pericolosità del futuro (la “festa degli adulti” popolata da rissosi cocainomani, i poliziotti fuori di testa, Fogell che spara con la pistola); e non solo il sesso come maturazione, ma anche la separazione e la perdita come faccia della stessa medaglia (concetto rappresentato perfettamente dallo sguardo finale che Seth, in compagnia di Jules, rivolge a Evan e Becca: è linizio della loro vita sentimentale e sessuale così come è la fine di tutto ciò che cera prima -scuola, amicizia, estate-, non cè maturazione senza dolore, ma nessuno ci piange sopra, è questa la realtà, si accetta e basta).

Bravi i giovani Jonah Hill e Michael Cera nei ruoli di Seth e Evan, mentre tra le figure di contorno spicca un Seth Rogen ritagliatosi anche un ruolo attoriale (nei panni di uno dei folli poliziotti).
Ennesimo orrore ladattamento italiano del titolo, che vi ha aggiunto un sottotitolo orrendo e non valevole nemmeno di citazione (ma forse un semplice “Superbad” suonava troppo poco “giovane”).

7/10

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