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Otep – The Ascension

Posted by StepTb su novembre 10, 2007

Capitol/KOCH, 2007
Album

Atteso dapprima per il 2006 e poi per la primavera del 2007, il terzo full-length degli Otep esce invece quasi a fine 2007 a causa di svariate complicazioni, con una tracklist differente da quella annunciata in precedenza, una line-up nuovamente cambiata (stavolta fuori Rios e Pellerin, sostituiti da Nordstrom e Wolff a, rispettivamente, chitarre e drumming), ed un piccolo "anticipo" per i fan (lEP Wurd Becomes Flesh, 4 tracce di poesie inquietanti su background noise, acquistabile solamente nel 2005 durante il tour Mouth of Madness).

The Ascension è leggermente meno manierista e leggermente più compatto del suo predecessore House of Secrets, ma complessivamente presenta anche molte meno idee, meno freschezza, e non coinvolge a sufficienza. Se si escludono le uniche tre tracce ottime di questo album, ovvero Confrontation (un rapcore furibondo di assoluto marchio Otep, molto potente e personale), Noose and Nail (un calderone di grunge, noise, nu-metal, death-metal) e Invisible (forse il capolavoro del disco, tra melodie claustrofobiche, atmosfere decadenti, mura sonore graffianti e avvolgenti; peccato solamente per la caduta di stile finale, che va a scimmiottare un po Daddy dei Korn), si ha tra le mani un prodotto non più che sufficiente e spesso persino mediocre.
Un pezzo come March of the Martyrs non può stupire nessuno che si sia ascoltato la discografia degli Slipknot; diversi episodi (Crooked Spoons, Milk of Regret, Communion) hanno delle buone idee che però sono state sviluppate in maniere decisamente migliori su Sevas Tra e House of Secrets; Perfectly Flawed è un tentativo melodico-catchy assolutamente da dimenticare (suona decisamente e malamente fuori posto); altre tracce sono talmente già sentite e ripetitive da infastidire (Home Grown, Ghostflowers, Eat the Children).
Complessivamente è ancora più ridotto lo spazio dedicato alle atmosfere psicotiche, che pure erano un po forzate su House of Secrets (ma riuscitissime su Sevas Tra), e che qui finiscono nel marasma senza venire sviluppate adeguatamente (le aperture "no-wave" di Ghostflowers e Milk of Regret potevano essere sfruttate in modo più inquietante, senza farle sfociare in breve nel solito pezzo slipknotiano).
Episodi tutto sommato inutili, sebbene non scadenti, la martellante cover di Breed dei Nirvana e la lunga chiusura Andrenochrome Dreams (dal sopraccitato EP Wurd Becomes Flesh).

Consigliabile, come sempre, la lettura dei testi (claustrofobici e da incubo), uno dei pochi elementi degli Otep a non deludere mai, e che qui tocca il vertice nel lungo malato monologo di Andrenochrome Dreams.


5.5/10

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