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Cavalera Conspiracy – Inflikted

Posted by StepTb su marzo 25, 2008

Cavalera Conspiracy è il moniker del nuovo progetto di Max Cavalera (frontman dei Sepultura fino al 1996, poi leader dei Soulfly) e suo fratello Igor Cavalera (drummer dei Sepultura fino al 2006), supportati da Marc Rizzo (chitarrista degli Ill Niño fino al 2003, poi chitarrista dei Soulfly) alla chitarra e Joe Duplantier (frontman dei Gojira, band prog-death francese) al basso.

Ma il loro debutto Inflikted (Roadrunner, 2008) è decisamente deludente.
Il disco suona, dallinizio (la title-track) alla fine (Must Kill), eccessivamente scontato e monotono. A partire proprio dal drumming di Igor (o Iggor, come preferisce firmarsi da dopo lo split dai Sepultura), che dovrebbe teoricamente portare una ventata daria fresca nella formula stilistica di Max (il quale pur ha dimostrato di sapersi rinnovare con creatività e decisione nel poco precedente Dark Ages, fatto uscire con i Soulfly), ed invece ristagna nel suo classico stile speed-death che oramai aveva già detto tutto il possibile su Arise dei Sepultura; i riffing di Max e Rizzo seguono la medesima strada, fissandosi su di una classica formula thrash-death stanca e ripetitiva, debitrice a iosa dai soliti primissimi Metallica, primi Slayer, Pantera più thrash, e Sepultura stessi (sovente il disco sembra una semplice rivisitazione moderna, o più semplicemente una rivisitazione in Re minore e con mixing impeccabile, di Beneath the Remains); la voce di Max, dal timbro come sempre inconfondibile e coinvolgente, è ferocissima, raggiungendo e forse superando i picchi di brutalità di Dark Ages, e questo è forse laspetto più positivo del lavoro; ed infine il basso: Duplantier e Rex Brown (questultimo, noto ex bassista dei Pantera, guest su Ultra-Violent) sono davvero sotto-sfruttati, e non propongono nulla di realmente creativo, senza mai svettare sulle chitarre o sul drumming veloce e rabbioso.
Pochissimi gli spunti groove, che spezzano le tracce solitamente nei bridge per pochi secondi, e quasi assenti i tocchi tribali tipici di Chaos A.D. e Roots (gli ultimi due eccezionali album scritti dai Sepultura con Max ancora in formazione), che qui sbucano al loro massimo su Dark Ark.
La scelta sarebbe stata giustificata se, abbandonando alcuni degli stilemi classici del sound di Max, la formula fosse approdata su lidi freschi e creativi, ma così non è successo. Inflikted è anni luce inferiore a Roots (lultimo disco in cui Max e Igor hanno suonato assieme), ma questo era prevedibile; la cosa davvero deludente è che Inflikted sia inferiore di molto anche allultimo parto dei Soulfly (il già citato Dark Ages, molto più vario e molto più potente).
Semplice operazione nostalgia, quindi, e il tutto va a discapito degli ascoltatori (tralasciando gli irrazionali fan sfegatati del genere, probabilmente gli unici che apprezzeranno lalbum). Igor/Iggor avrebbe fatto meglio, al massimo, ad entrare nei Soulfly e cercare di ritrovare il proprio lato più creativo e frizzante, aiutando così a proseguire in maniera naturale quel discorso intrapreso da Max con Dark Ages.
Cè davvero bisogno, nel 2008, di unaltra band speed-death assolutamente canonica? Che probabilmente conta più che altro di cavalcare la rimonta modaiola del death-thrash fomentata dal successo delle band metalcore più heavy?

5/10

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