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Fuck Buttons – Street Horrrsing

Posted by StepTb su giugno 11, 2008

ATP, 2008
Album

I Fuck Buttons sono un duo formato da Andrew Young e Benjamin John Power a Bristol (UK) nel 2004.
Dopo anni di attività live, si fanno conoscere nel 2007 grazie allottimo singolo Bright Tomorrow, una commistione di techno (le pulsazioni), minimalismo (gli arrangiamenti), droni rumoristici ed elettronica influenzata dalla kosmische musik.
Approdano al primo full-length con Street Horrrsing (ATP, 2008). Lalbum viene assemblato con la collaborazione di nomi eccellenti (John Cummings dei Mogwai e Bob Weston degli Shellac) in fase di registrazione e mixing.

La formula dei Fuck Buttons è quella della catarsi lenta e inesorabile: i pezzi nascono da un nucleo melodico ispirato dalla kosmische musik che viene poi massimizzato con crescendo di droni noise e distorsioni apocalittiche.
Il risultato finale, comunque, è variabile: a volte rievoca linfernale calderone industriale dei primi Throbbing Gristle, altre sembra soprattutto una variante dello space-rock, saturato e fatto esplodere con la formula matematica del post-rock alla Mogwai ma tramite i "segni" sonori del noise-drone.
Le coordinate stilistiche dei due artisti sono quindi da ricercare non tanto nel puro industrial, quanto nelle band che già in passato hanno intrecciato apocalissi post-industriali con delle forme "free" più imparentate con il moderno post-rock; ad esempio i Gravitar, i Black Dice, gli svariati progetti di Richard Franecki, o i più recenti Wolf Eyes.

Street Horrrsing, pur non essendo innovativo quanto i migliori lavori dei succitati nomi, suona tuttavia suggestivo e coinvolgente.
Le 6 tracce di cui è composto tradiscono raramente gli eccessi di auto-indulgenza tipici della maggior parte degli artisti cacofonici e rumoristici (e che qui si percepiscono invece solamente nelle fasi finali dei 10 minuti di Okay, Lets Talk About Magic e nei 9 minuti di Race You to My Bedroom/Spirit Rise), spesso sfruttando pienamente il tempo che si prendono (i climax vengono alimentati tramite continue variazioni degli arrangiamenti di background, non solo da overdub dei droni portanti).
La summa stilistica dellalbum può essere comunque riassunta in sole due tracce, ovvero leccellente opener Sweet Love for Planet Earth (quasi 10 minuti di intenso climax, da melodia quasi ambient a catarsi drone-noise elettronica potenziata da vocalizzi distorti e disumani, nel quale vengono perfettamente fuse la loro anima industriale e quella metafisica) e la già citata Bright Tomorrow.
Il resto si muove sostanzialmente sui medesimi binari, comunque riuscendo a coinvolgere: lunica traccia trascurabile è la superflua Race You to My Bedroom/Spirit Rise, che sembra quasi un remake molto meno riuscito dellopener, per il resto il disco funziona su tutta la linea, a volte riuscendo felicemente anche a cambiare binario stilistico (specialmente con Ribs Out, che divaga in territori tribali e disumani sulla scia della new-wave sperimentale dei The Pop Group).

7/10

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