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No Age – Nouns

Posted by StepTb su luglio 20, 2008

Sub Pop, 2008
Album

Gli Wives nascono a Los Angeles (USA) come power-trio specializzato in un hardcore-punk che riprende le radici più caotiche e "noise" del genere, tenendo come punto di partenza lhardcore dissonante dei The Germs e assimilandovi ventanni di noise-rock.
Alla chitarra cè Randy Randall, a voce e basso Dean Spunt, alla batteria Jeremy Villalobos.
Il loro unico disco Erect the Youth Problem (Cold Sweat, 2004) è un mosaico di scariche di violenza brada della durata di uno o due minuti.
Lanno successivo la band si scioglie.

Randy Randall e Dean Spunt formano quindi a fine 2005 i No Age, da soli. Randall resta alla chitarra, mentre Spunt passa a batteria e voce: la formazione raggiunge un minimalismo estremo, due componenti per due strumenti.
I due trovano il proprio nuovo percorso musicale soprattutto frequentando (e collaborando con) The Smell, uno dei più importanti club underground di Los Angeles (che vede tra i propri regolari visitatori artisti come Carla Bozulich, Upsilon Acrux e Thrones).
Lungo il 2007 i No Age registrano e pubblicano tre EP e due singoli, le cui tracce vengono poi scremate e raccolte sul disco di debutto Weirdo Rippers (Fat Cat, 2007). Questi primi pezzi mostrano un sound notevolmente evoluto rispetto al terrorismo sonoro dei Wives, e riflettono la volontà di tracciare un ideale punto dincontro tra il garage-noise delle loro origini e le raffinatezze oniriche dello shoegaze alla My Bloody Valentine.

Se Weirdo Rippers rifletteva palesemente lessere una compilation di pezzi concepiti e registrati in periodi differenti, Nouns (Sub Pop, 2008) è invece la prima vera uscita dei No Age ad essere concepita e registrata come un full-length, fatto che si riflette nella sua eccellente omogeneità e compattezza.
Il duo ha anche finalmente a disposizione una produzione come si deve, grazie al contratto con la Sub Pop.
Nouns è un lavoro più debitore della new-wave post-punk statunitense alla Wipers (specie su Teen Creeps e Brain Burner) rispetto alle composizioni di debutto, ma è anche più raffinato e curato nelle strutture e nei suoni.
I pezzi si aggirano ancora sui 2 minuti di lunghezza, mentre la voce è ulteriormente sepolta sotto le distorsioni chitarristiche.
I momenti atmosferici sono in generale stati ridotti: ora le influenze shoegaze e le dissonanze oniriche vengono incorporate e amalgamate in formule focalizzate su ritmi trascinanti e riff chitarristici hardcore-punk.
I vertici sono lesplosiva opener Miner, il climax dissonante ed enfaticamente ritmato di Eraser (estratta anche come singolo), Sleeper Hold (che fonde garage-punk, noise e new-wave, aggiornando il tutto al sound del 2008, in un ibrido travolgente), il noise-punk di Here Should Be My Home (con batteria filtrata e forti overdub chtarristici nel finale), e Ripped Knees (noise-punk dal sapore grunge, che chiude con una coda strumentale noise-ambient).
Spezzano il flusso ritmico (ma non il flusso delloppressione sonora) le due buone tracce noise-ambient Keechie e Impossible Bouquet, che proseguono il discorso strumentale di Sun Spots e Escarpment
(presenti su Weirdo Rippers), ma smorzandone i toni "sognanti" in favore di un sound più abrasivo.

7/10

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