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Archive – Controlling Crowds

Posted by StepTb su giugno 10, 2009

Warner, 2009
Album

Un netto passo in avanti rispetto ai precedenti full-length Noise e Lights viene compiuto dagli Archive tramite Controlling Crowds (Island, 2009), un lavoro massiccio e pregno di idee, con 13 pezzi per la durata complessiva di ben 78 minuti, che allo stesso tempo da una parte ripudia ogni sbandata pop, e dallaltra smantella i vari cliché e i vari momenti triti e noiosi delle precedenti release, grazie ad una continua variazione stilistica, un continuo velo malinconico accentuato dagli archi, e una certosina cura per le ritmiche.
Il disco, che vede come principale vocalist ancora Pollard Berrier affiancato da vari guest, trasporta letteralmente il trip-hop di Londinium verso il 2009, rimasticandolo tramite una serie di influenze (dallindietronica allambient allhip-hop) e aggiornandone la formula.

La title-track, piazzata in apertura e lunga 10 minuti, è la loro classica suite alla Again, ma stavolta con divagazioni ridotte al necessario e quindi con meno autoindulgenza; Bullets è lemozionale, catchy e potente singolo di lancio; Words on Signs un perfetto incrocio tra indie-rock, trip-hop e rassegnata confessione a pianoforte e voce (di Dave Pen); il climax di Dangervisit passa con agilità da unapertura intimista ad unesplosione prog-rock alla Porcupine Tree; Quiet Time è un pulsante e struggente hip-hop (le parti rap sono di Rosko John) che ricorda felicemente le atmosfere della Skyscraper di Londinium.
I 9 minuti di Collapse / Collide, influenzati dai Massive Attack, vengono condotti dalla penetrante voce di Maria Q sopra a monumentali arrangiamenti stratificati; Clones si rivela un calderone di influenze, citando perfino lindie-folk di Fleet Foxes e Animal Collective prima e dopo una full-immersion in potenti pulsazioni elettroniche; Bastardised Ink, un altro hip-hop cantato da Rosko John, è uno degli episodi meno convincenti, con eccessivi tocchi kitsch e poca originalità; Kings of Speed, con voce di Dave Pen, esplode da un trip-hop alla Massive Attack ad una cavalcata a metà tra prog-rock e indietronica, anche se il pezzo più vicino al classico sound di Bristol è probabilmente il successivo Whore, cantato da Maria Q.
Leterea Chaos, elevata da celestiali stratificazioni di archi e voce, introduce Razed to the Ground, terzo e ultimo hip-hop rappato da Rosko John, che stavolta sfoggia forti contaminazioni con il dubstep, dopodiché lalbum viene concluso dai 7 minuti in crescendo della dimessa Funeral, forse anche lunico momento non molto convincente assieme a Bastardised Ink.


7/10

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Una Risposta to “Archive – Controlling Crowds”

  1. amosgitai said

    Ho adorato Again, non vedo l’ora di ascoltare questo!

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