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Alva Noto – For 2

Posted by StepTb su dicembre 23, 2010

Line, 2010
Album

Dopo quattro anni dalla compilation For, Carsten Nicolai ne pubblica un seguito sempre per la label Line, ovvero For 2, nuova raccolta di tracce inedite composte lungo i precedenti 7 anni.
Anche stavolta, ciascuna traccia è anche una dedica ad un artista differente, caratteristica che continua una ricca tradizione di opere classiche e jazz, ma l’insieme suona molto più omogeneo rispetto al primo For; non solo, stavolta le escursioni microsound-noise più glaciali e disumanizzate lasciano spazio ad un evidente recupero di tonalità sentimentali più “calde”, quasi in stile Fennesz, già emerse sporadicamente in qualche momento di For ma anche di Xerrox Vol. 1 (l’ottimo full-length nel frattempo uscito nel 2007).

Già l’opener Garment (For A Garment), del 2007, mostra un’evidente distacco dagli schemi più rarefatti e austeri di molte composizioni precedenti: la grandiosa figura sonora d’apertura costruisce una base tramite un flash noise seguito da una doppia intermittenza d’alta tensione, mentre il vuoto resta riempito da un asettico e acuto drone; la costruzione progredisce con un lento accumularsi di profondi droni agli archi, mentre i glitch si aggregrano finendo per formare una ritmica che sembra sostituire non solo una drum-machine, ma anche un basso elettronico, in una maniera degna dei migliori momenti di Transform, fino allo spegnimento improvviso del finale.
I due minuti scarsi di Villa Aurora (For Marta Feuchtwanger) sono un field recording, mentre il minuto scarso di Pax (For Chain Music) è un esperimento ambient ipnotico e ampolloso, originariamente composto per un progetto di Ryuichi Sakamoto; entrambi i pezzi risalgono al 2003.
L’intermezzo anticipa un secondo pezzo più lungo e complesso, Argonaut (For Heiner Müller), originariamente commissionato nel 2007 dall’ensemble spagnolo BCN 216, in cui straordinariamente dissonanze e noise quasi scompaiono, lasciando pieno campo ad un morbido intrecciarsi di droni su cui i glitch cadono come fossero percussioni allo xilofono.
Quasi per correggere l’eccesso di melodia della traccia precedente, Stalker (For Andrei Tarkovsky), del 2008, riporta un fondale ambient-noise da strumentazione tecnologica guasta, mentre rintocchi di strumenti orientali e una voce femminile russa costruiscono un’atmosfera arcaica ed enigmatica, creando un contrasto che ben può sposarsi ai lavori del regista cui è dedicato.
Sonolumi (For Camera Lucida), registrato nel 2007 per il progetto Camera Lucida di Evelina Domnitch e Dmity Gelfand, incredibile esperimento con cui si è tentato di tradurre in musica il fenomeno fisico della sonoluminescenza (processo per cui un suono colpisce una bolla immersa in un fluido, facendola implodere e trasformandosi in luce), elabora del materiale sonoro di partenza registrato con un idrofono (necessario per tradurre nello spettro sonoro udibile il fenomeno), a cui aggiunge un impulso elettronico intermittente, e un crescendo ambient-noise in forma di drone.
Interim (For Dieter Rams) e T3 (For Dieter Rams), il primo più breve, cupo e industriale, il secondo più ritmico, glitch e futurista, sono stati composti appositamente per la cerimonia del Premio Tedesco per il Design consegnato a Dieter Rams nel 2007.
Un nuovo flirt con la classica è presente in Early Winter (For Phill Niblock), del 2006, costruita su campionamenti di malinconici archi, mentre uno spirito solenne che deraglia poi quasi nell’apocalittico sta alla base dell’ambient-noise in crescendo distorto di Anthem Berlin (For the Kingdom of Elgaland-Vargaland), “inno nazionale” composto per il progetto artistico del regno di Elgaland-Vargaland, che è stato presentato alla Haus der Kulturen der Welt di Berlino nel 2006.
La parentesi da un minuto di ANS (For Evgeny Murzin) è un esperimento al sintetizzatore ANS, registrato live al Theremin Center di Mosca nel 2007, mentre la conclusione di Argonaut-Version (For Heiner Müller) è una variazione della composizione Argonaut dedicata al drammaturgo Heiner Müller, riarrangiata da Max Knoth in una versione che sostanzialmente traduce il pezzo digitale in strumentazione reale, con veri archi a sostituire i droni e vere percussioni a sostituire i glitch, confermando definitivamente l’anima più tradizionalmente musicale dell’album rispetto a qualsiasi altra release precedente a firma Alva Noto.

Il “cuore” sentimentale degli esperimenti di Nicolai è presente come mai prima d’ora, e per paradosso emerge proprio da alcuni dei suoi esperimenti più concettuali; quasi all’opposto emotivo degli spettri cosmici solitari e mortali di Xerrox Vol. 2, il ben più umano For 2 gli è sostanzialmente complementare.

7/10

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