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The Pains of Being Pure at Heart – Belong

Posted by StepTb su marzo 31, 2011

2011, Slumberland
Album

Ritorno di una band che vive sull’hype e sugli osanna degli indie-kids solo perché ha scelto bene i propri padri di riferimento in relazione alle tendenze del momento, riprendendo pedissequamente di essi gli aspetti più formali ma non la sostanza più profonda, Belong può in effetti facilmente ingannare e apparire come un passo avanti rispetto al loro debut, perché chiaramente sganciato dagli sbandamenti più twee e childish. Tale maturazione è tuttavia avvenuta solo ad un livello superficiale, ovvero in relazione ai toni dei pezzi (ora orientati con decisione verso uno shoegaze-pop più adulto e malinconico), mentre la forma mentis del gruppo è rimasta la medesima: guai a proporre una formula che sia originale, personale e abbia un qualsivoglia spessore. Questo palese cocktail di The Cure, My Bloody Valentine, Dinosaur Jr. e Slowdive è difatti accuratamente smussato e diluito per suonare in modo innocuo e generico. Qualche buon utilizzo degli arrangiamenti tastieristici (comunque derivato dai The Cure nella maggior parte dei casi) non basta a rendere interessante un disco che in realtà è solo un altro vestito trendy per coprire il nulla.

5/10

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2 Risposte to “The Pains of Being Pure at Heart – Belong”

  1. Anonimo said

    Fammi capire, da quanto dici l’erroneo “passo in avanti” sarebbe abbandonare quei dogmi twee? Cosa ti fa pensare ciò? E’ difficile trovare qualcosa di più personale (restando nel genere) rispetto ai pains, originale non lo è ma hanno mischiato tutte le influenze ottimamente riuscendo a non essere così derivativi come tu dici. Il cocktail che proponi tu ha un mix di ingredienti disparatissimi, dove sarebbe la derivabilità da un solo gruppo? Questa storia della musica derivativa è una cavolata e un discorso vecchio…

  2. Petrus T. Ratajczyk Lives said

    Oh, finalmente qualcuno che non cede ai tranelli modaioli indie e stronca questo gruppetto ingiustamente super hypato. Uno dei dischi più noiosi e monotoni che abbia sentito negli ultimi tempi.

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