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Fuck the referendum

Posted by StepTb su giugno 12, 2011

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, oggi e domani il mio culo resterà inchiodato al divano. Voialtri siete liberi di indossare l’armatura scintillante e sentirvi i salvatori della patria dopo aver spammato disinformazione per mesi su tutti i canali di comunicazione che conoscete (non ho mai subìto una campagna e un tam-tam tanto invasivi e fastidiosi).

A scanso di equivoci non critico le posizioni sulle questioni ma il linguaggio e i modi con cui li si semplifica e mistifica apposta in modo da far apparire un dato schieramento come incontestabilmente giusto e un altro come incontestabilmente sbagliato. E siccome mi darebbe fastidio far da pedina per il tornaconto di tizi/partiti che mi stanno sulle balle, che trainano le masse usando disonesti slogan di semplificazione a problemi molto più complessi e sfumati di quanto vogliano farli apparire, che parlano in modo disonesto di quesiti che in realtà riguardano altro e avranno effetti altri rispetto a quanto dicono, non li seguo e si attacchino al tram finché non cambieranno metodi. Se si va avanti a parlare con la pancia e non con il cervello ci resterà solo il tifo da stadio e non riusciremo mai più a risolvere un problema.
Non solo. Tale propaganda promozionale sarebbe già di per sé un ottimo motivo per punirne i metodi e restare a casa, ma oltre a ciò si sono aggiunte anche le beffe dei due quesiti riformulati alla bell’e meglio in seguito alla modifica delle due leggi relative (di cui, per uno, gli italiani all’estero hanno già votato su testo ora errato: saranno felici di constatare che nel loro lontano paese i soliti pasticci restino la norma).

In sintesi: non deciderete di non privatizzare l’acqua. Non deciderete di non privatizzare le infrastrutture idriche. Non deciderete se fare le gare d’appalto o no per la sua gestione (si faranno comunque). Non deciderete di abolire un profitto, il 7% è la remunerazione del capitale investito, non un profitto. Non deciderete se bloccare l’ingresso dell’Italia nel nucleare (la legge è stata modificata, l’abrogazione riguarderà quindi non più il nucleare ma la strategia energetica nazionale, e oltre a ciò non impedirà che in futuro l’ingresso si faccia). Non deciderete se bloccare gli effetti peggiori di una legge ad personam del cavaliere (già palesemente incostituzionale, e per questo modificata dalla Corte Costituzionale il 13 gennaio nei punti salienti).

Le cose che cambiano sono dunque davvero minime e in ogni caso totalmente diverse da ciò che in tutti questi mesi si è sentito blaterare (tranne che nelle rare oasi di vera informazione).
Quindi, noi gente odiante i militanti-zanzare (gli stessi che ieri marciavano compatti per l’astensionismo?), di fronte alla serie di spammate, mistificazioni e semplificazioni da cui siamo stati bombardati, che reazione dovremmo avere?
Beh, ad esempio stenderci sul divano e spararci Deliverance di John Boorman (11€ su Amazon), come or ora farò: tempo speso per una miglior causa.

Qualche link serio.
Il grande bluff dei referendum sull’acqua
L’acqua, un bene economico
Referendum sull’acqua: tutte le bugie
Ancora sullo scandaloso 7 per cento
Le mille balle blu
Bersani con l’acqua alla gola
Guida ai referendum abrogativi
Mi piace la democrazia

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