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Live report: Villa Tempesta

Posted by StepTb su luglio 25, 2011

[for Rockline.it]
23/07/2011 – Villa Manin di Passariano, Codroipo (Udine)

L’evento indie italiano dell’estate 2011, almeno sulla carta e almeno per il nord-est, avrebbe dovuto essere il mini-festival Villa Tempesta, una successione live a mitraglia di quasi tutti gli artisti del roster La Tempesta, attualmente forse la label indie italiana più importante e influente.

Avrebbe, perché purtroppo il maltempo si è abbattuto sul luogo dell’evento verso un terzo del suo svolgimento, costringendolo all’interruzione per una combinazione di caratteristiche logistiche (il terreno erboso della suggestiva cornice storica) ed evidenti lacune tecniche (i due palchi scoperti). A ciò si aggiunge che i cancelli sono stati aperti con un’oretta di ritardo, portando via lo spazio d’esibizione a ben due gruppi. È strano notare come l’organizzazione sia stata incredibilmente precisa e generosa per quanto riguarda vari dettagli (distribuzione ticket, sfollamento della coda, regalo di una compilation ai primi mille ingressi, precisione puntuale nell’incastonare gli spettacoli dei due palchi predisposti), e allo stesso tempo incredibilmente ingenua riguardo a due fondamentali variabili come l’ora di inizio concerto e la copertura dei palchi. Se quest’ultima avrebbe dovuto essere scontata, viste le condizioni climatiche annunciate da giorni, la prima si sarebbe rivelata di enorme importanza visti i risvolti successivi.

GALLERY DELL’EVENTO

La giornata si è aperta comunque con un ottimo sole estivo, sotto cui sono riusciti ad esibirsi senza problemi i primi gruppi della line-up: Altro, Hard Core Tamburo, Cosmetic, Uochi Toki e Il Pan del Diavolo.

Il sound live degli Altro e dei Cosmetic, complice anche la scelta dei pezzi effettuata in scaletta, aggiunge una dimensione nettamente più rockeggiante e aggressiva rispetto ai pezzi su disco, tanto che quello degli Altro ha suonato e spaccato come un concerto post-hardcore in piena regola, e nei secondi il noise-pop più vivace (a tratti pareva di essere tornati indietro nel tempo ad un concerto dei migliori Dinosaur Jr.) ha troneggiato sulle influenze post-rock e post-punk più riconoscibili ad esempio nell’EP In ogni momento (oltretutto scaricabile gratuitamente dal sito della label). Entrambe le band sono da tenere d’occhio.
Si sono rivelati invece meno interessanti del previsto gli Hard Core Tamburo, azzardo sperimentale con cui Gian Maria Accusani (Prozac+ e Sick Tamburo) mescola rock ed elettronica con una pioggia di percussioni; peccato che l’unico elemento effettivamente suonato dal vivo siano stati i bidoni percossi, mentre i tappeti synth e synth-rock (dai forti pigli decadenti) fossero registrati, e che la voce sia suonata decisamente peggiore rispetto ai pezzi registrati in studio. I sette (sei percussionisti più il frontman alla voce) uomini mascherati sono probabilmente sembrati a molti una trollata, e forse sarebbero dovuti essere piazzati in apertura.

Il momento dei Uochi Toki è stato a parere di chi scrive il vertice della giornata: il duo, che da dieci anni a questa parte è il meglio che l’hip-hop abbia prodotto in Italia, è fenomenale per la capacità di rovesciare il proprio frame mentale decostruzionista e sarcastico addosso alla platea con l’effetto di una cannonata. Le basi rumoristiche, dissonanti e sound-sculpting di Rico divergevano nettamente dal corrispettivo su disco e lambivano il terreno dell’improv d’avanguardia, dando un tono sensibilmente diverso ai pezzi; Napo, comprensibilmente accompagnato in un paio di momenti da un leggio, ha aperto con acume sul tema dei concerti (ma il grandioso testo variava dalla traccia 3 del disco omonimo, e per quanto ne sa il sottoscritto si trattava di un inedito), per poi passare a punte del repertorio uochitokiano come la traccia 10 dell’omonimo (con “ebreo” sostituito da “puttana”), Permettendomi artifici spontanei dall’ultimo Cuore amore errore disintegrazione, e Il claustrofilo come estratto scelto da Libro audio.
Il tempo ha retto ancora per Il Pan del Diavolo, altro duo, stavolta proponente un folk-rock impetuoso a base di doppia chitarra e battito di grancassa a tenere il ritmo, con forti influenze spagnoleggianti e una riconoscibile vena folk sicula presente specialmente nelle melodie vocali; è stato il momento che in assoluto più è riuscito a convolgere e far esplodere la folla, segno forse che le radici musicali più profonde del pubblico rock italiano restano ancora quelle folkeggianti-cantautoriali, perfino nelle nuovissime generazioni.
I grandi assenti di questa prima serie sono stati i milanesi Fine Before You Came, che col loro emo-core innestato nel post-rock si preannunciavano come uno dei momenti immancabili della giornata, ma la nascita del figlio di uno dei membri ne ha fatto annullare la presenza.

Con puntualità inquietante, il temporale si è scatenato esattamente durante la breve pausa successiva all’esibizione de Il Pan del Diavolo, e ha costretto la folla a stiparsi sotto ai portici/barchesse mentre la strumentazione veniva coperta e i punti ristoro venivano chiusi.

Dopo un’ora di pioggia incessante era chiara l’impossibilità di un proseguimento, e alcuni degli artisti rimanenti, per la precisione Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Brondi aka Le Luci della Centrale Elettrica, e dopo di lui i The Zen Circus, hanno messo su un piccolo set di pezzi unplugged a testa. Ma la folla, nonostante si fosse sfoltita, era ancora abbastanza massiccia da impedire ascolto e coinvolgimento a chi non riuscisse ad avvicinarsi a più di una decina di metri.
Chiuso anche il punto vendita ticket, i cancelli erano aperti, e qualcuno non presente prima è potuto entrare e farsi un giro; chi tra questi arrivava appositamente per gli artisti della sera si è così ritrovato deluso, ma almeno è potuto entrare liberamente.
La band più importante della serata, ovvero i Massimo Volume (tornati l’anno scorso su disco con Cattive abitudini, edito appunto da La Tempesta), non si è così esibita, e assenti come loro sono stati anche Smart CopsOne Dimensional Man e Aucan.

Tempesta ha chiamato tempesta, tempo permettendo speriamo in una prossima occasione più organizzata e soddisfacente.

Per chi non era presente prima del temporale, Azalea Promotion ha reso disponibile un servizio di rimborso ticket.

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