StepTb blog

Black Coffee Blues

  • Archivio

  • Categorie

  • Best albums

  • Best films

Bon Iver – Bon Iver, Bon Iver

Posted by StepTb su dicembre 11, 2011

Jagjaguwar/4AD, 2010 (rel. 2011)
Album

Uno dei più sopravvalutati dischi dell’anno, il secondo full-length dei Bon Iver suona monotono esattamente quanto il suo titolo Bon Iver, Bon Iver presagisce. In queste 10 tracce, che assemblano parti registrate tra il 2008 e il 2010, il leader Justin Vernon ha sostanzialmente individuato ed eliminato tutto ciò che funzionava delle proprie precedenti release; forse in cerca di un salto qualitativo verso la maturità, ma evidentemente anche verso i gusti di un più vasto pubblico,  il delicato equilibrio tra folk acustico-minimale intimista e sonorità indie-rock moderne che stava alla base del buon For Emma, Forever Ago (2007) e dell’EP Blood Bank (2009, la cui title-track resta ad oggi il suo capolavoro) è stato accantonato e rimpiazzato da un muro di arrangiamenti melliflui, over-production ed effetti che, assieme a delle parti vocali abusanti di falsetto, ritocchi post-produttivi e sovraincisioni, ha provocato un tuffo completo nel baroque pop.
I toni delicati e introspettivi sono rimasti, ma più come scialba riproduzione di se stessi; le melodie efficaci (che pure sarebbero presenti qua e là, specie nell’opener Perth, forse unico pezzo un minimo coinvolgente) sono state annegate in una continua rincorsa al sound retrò e sintetico alla 1980s tipicamente di moda da ormai fin troppi anni, tanto che sovente sembra di ascoltare un vecchio disco degli Alphaville (vedi specialmente Calgary e Beth/Rest per rendersene conto) invece che di una band sulla carta folk-rock; le basi di partenza sono state sviluppate così in un sound il più morbido possibile, piatto, generico e finto.
I molti critici caduti in estasi per un disco simile dimostrano solamente un imbarazzante vuoto cognitivo per quanto riguarda la storia dell’indie-rock e del folk-rock dal 1990 a questa parte, che ha prodotto lavori di ben altra caratura emotiva.

Da confrontare con Helplessness Blues dei Fleet Foxes, uscito un mese prima: anche quell’album aveva segnato una perdita del talento melodico e compositivo presente nelle precedenti release, tamponato in maniera non convincente da una virata netta verso un baroque pop scambiato da troppi come maturazione.

5/10

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: