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Dinosaur Jr. – Farm

Posted by StepTb su giugno 30, 2009

(Jagjaguwar – 2009)
Album

Nel 2005 la line-up originale dei Dinosaur Jr., la stessa dei loro capolavori pubblicati nel periodo 1985-1988, composta quindi da J Mascis, Lou Barlow e Murph, si riunì a sorpresa dopo quasi ventanni, pubblicando poi nel 2007 il full-length Beyond.
Palese fu una ritrovata verve creativa e melodica, messa a disposizione di un nuovo sound diviso tra hard-rock e alternative-rock, nel quale le chitarre “noise” di un tempo erano diventate più che altro unavvolgente ovatta attorno ai pezzi.
Relegata la violenza sonora a morbido accompagnamento distorto per le melodie portanti, trasformato il disagio esistenziale in malinconia semi-sorridente, rallentati i ritmi, ciò che restava era soprattutto il talento di Mascis e Barlow nello scrivere melodie catchy ed emozionanti, spesso non deludendo affatto le aspettative.

Da Beyond al successivo Farm il trio non cambia quello stile complessivo, ma riesce a migliorare alcuni importanti dettagli: in primis la produzione (opera dello stesso Mascis, come nel precedente disco), che azzecca una maggior fragorosità chitarristica, in secondo luogo il talento e gusto per le melodie, che favorisce una maggior enfasi emotiva e complessivamente pare anche nettamente migliorato, raggiungendo i livelli degli ormai classici Green Mind o Where You Been, ed infine un approccio molto più slegato dai cliché delle power-ballad hard-rock alla 1980s (riff e assoli sono stavolta più sfumati verso contaminazioni dinamiche tra post-grunge, hardcore melodico e vecchia scuola alternative-rock).

La migliorata sensibilità per melodie, suoni e coinvolgimento emotivo caratterizza lintera ottima prima metà dellalbum, con un susseguirsi di accattivanti ed evocativi rock melodici come Pieces, I Want You to Know, Ocean in the Way, Plans, Your Weather (scritta da Barlow), Over It e Friends, power-ballad tanto vivaci quanto pervase da un costante senso di nostalgia malinconica, con vertice emozionale toccato forse dalla successione di Ocean in the Way e Plans, vertice di “sound” toccato da Your Weather (con un impenetrabile muro di stratificazioni tra chitarra e voce, al quale si aggiunge un riverberato pulsare di basso), e vertice “hardcore” toccato da Over It e Friends.

Lungo la seconda metà arriva un lieve calo dispirazione, particolarmente evidente nelle più anonime Theres No Here, See You (il momento più “clean” e radio-friendly), Imagination Blind (una nenia alla R.E.M. imbottita di chitarre distorte) e Said the People (una sorta di ripresa non dichiarata della precedente Pieces, con una parte iniziale quasi rasentante lauto-plagio, poi bilanciata da un più ispirato sviluppo), ma i buoni momenti sono ancora presenti grazie ai quasi 9 minuti di I Dont Wanna Go There, lungo i quali la chitarra di Mascis diventa protagonista indiscussa tramite uno dei suoi più memorabili assoli.

Il principale rimprovero che si possa fare a Mascis non è tanto quello di aver abbandonato i rumorismi lancinanti e i vocalizzi malati, cosa ovvia vista la maturazione anagrafica e quindi le differenti esigenze espressive, ma piuttosto il tentativo di rincorrere, specie nella seconda metà del disco, la tipica timbrica e modulazione vocale di Eddie Vedder; lombra dei Pearl Jam, che già aveva avuto il suo peso su dischi come Where You Been, suona piuttosto fuori posto nel repertorio di una band che ha ispirato e forse proprio inventato lintero movimento grunge.
Tolto questo difetto, il disco resta una buona uscita pop-rock/alternative-rock, caratterizzata da un Mascis che non ha affatto perso talento e sensibilità melodica, non arrivando più allaltezza dei grandi classici del periodo 1985-1988 ma sicuramente superando il precedente Beyond, album che ora, alla luce di Farm, ne sembra più che altro una prova generale.


6.5/10

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Dinosaur Jr. – Beyond

Posted by StepTb su dicembre 21, 2007

Nel 2005, a sorpresa, la line-up originale di Mascis, Barlow e Murph si riunisce, ed in breve pubblica anche un nuovo full-length di inediti, dal titolo Beyond (Fat Possum, 2007).
Palese è una ritrovata verve creativa e melodica, che viene messa a disposizione di un nuovo sound diviso tra hard-rock e alternative-rock, nel quale le chitarre “noise” diventano più che altro un’avvolgente ovatta attorno ai pezzi.
Relegata la violenza sonora a morbido accompagnamento distorto per le melodie portanti, trasformato il disagio esistenziale in malinconia semi-sorridente, rallentati i ritmi, ciò che resta è soprattutto il talento di Mascis e Barlow nello scrivere melodie catchy ed emozionanti.
I vertici vengono toccati dall’opener spigliata Almost Ready, dalla power-ballad Back to Your Heart (scritta da Barlow), dall’hardcore melodico Been There All the Time (con forti echi dei The Clash di London Calling), dalla tenue ballata con improvvisa accelerazione hard-rock We’re Not Alone, dalla nervosa, stratificata e percussiva Lightning Bulb, e dalla pioggia di assoli chitarristici sostenenti la power-ballad What If I Knew.

6/10

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