StepTb blog

Black Coffee Blues

  • Archivio

  • Categorie

  • Best albums

  • Best films

Posts Tagged ‘park chan-wook’

Bakjwi / Thirst

Posted by StepTb su dicembre 12, 2009

Park Chan-wook
South Korea 2009
col. 133′

Bakjwi (2009, titolo internazionale Thirst) torna a dei toni più dark e truculenti, ma con uno stile più scarno e quieto, e con più elementi inseribili nella tradizione della commedia grottesca asiatica rispetto a quelli horror o thriller. La storia segue un prete che, in seguito ad un esperimento medico cui si è sottoposto come cavia per evitare di suicidarsi, scopre di essere divenuto affetto da vampirismo (che, assieme alla voglia di sangue, porta anche un aumento della lussuria); stabilisce inoltre una relazione con una stramba ragazza affascinata dal fenomeno. Il film dura almeno mezz’ora di troppo, parte per evoluzioni narrative poco coinvolgenti e incoerenti, e nonostante le bizzarrie non riporta a galla i fasti scoppiettanti delle migliori opere del regista.

6/10

Annunci

Posted in video | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

I’m a Cyborg, But That’s OK

Posted by StepTb su dicembre 20, 2006

Saibogujiman kwenchana (2006, titolo internazionale I’m a Cyborg, But That’s OK) è il lungometraggio con cui Chan-wook ha voluto slegarsi dall’etichetta di autore cinico e violento.
La storia si svolge interamente all’interno di un istituto d’igiene mentale, ed in particolare evolve attorno al rapporto tra Young-goon (ragazza che si rifiuta di mangiare perché convinta di essere un cyborg) e Il-soon (ragazzo ricoverato per disturbi antisociali e schizofrenici).
Dopo una prima metà scoppiettante (dialoghi disorientanti, personaggi bizzarri, situazioni tragicomiche e visionarietà surreale), il film annega in una seconda metà stanca e ripetitiva, focalizzata quasi interamente sulla love-story atipica e platonica tra i due protagonisti, la quale si risolleva solamente grazie a qualche idea brillante (i “sette peccati capitali secondo i cyborg” su tutte). Apprezzabile comunque il fatto di non aver trattato i malati mentali come mero freak-show, ma averci saputo cucire sopra una serie di situazioni comiche e, a loro modo, romantiche, adattando lo stile dell’opera alla visione del mondo dei protagonisti (per sottolineare quanto la vera umanità delle persone, simboleggiata anche da una fotografia dai colori sgargianti, sia in realtà oppressa dal raziocinio).

6/10

Posted in video | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Chinjeolhan Geumyassi / Sympathy for Lady Vengeance

Posted by StepTb su dicembre 20, 2005

Park Chan-wook
South Korea 2005
col. 112′

Chinjeolhan Geumyassi (2005, titolo internazionale Sympathy for Lady Vengeance, in Italia Lady Vendetta) chiude la cosiddetta “Trilogia della vendetta” con il capitolo nel complesso meno convincente.

Lee Geum-ja viene rilasciata dal carcere dopo 13 anni; in origine l’arresto era avvenuto dopo la sua confessione di aver ucciso un bambino soffocandolo, ma la pena era poi stata ridotta vista la trasformazione spirituale che la donna ha sembrato subire durante la prigionia. Una volta fuori, Lee Geum-ja cambia radicalmente carattere: la sua trasformazione era una maschera, in realtà la donna voleva uscire dal carcere il più presto possibile per vendicarsi di Mr. Baek, il vero autore dell’omicidio (la donna fu costretta a confessare un crimine non commesso perché Baek minacciò di ucciderle la figlia). Geum-ja torna a trovare le sue ex compagne di cella per chiedere una serie di favori (armi, vestiti, vitto e alloggio); una di queste è nel frattempo diventata la moglie di Baek. Successivamente rintraccia la propria figlia (nel frattempo adottata da una coppia australiana, e battezzata Jenny), ed infine si dirige a compiere l’agognata vendetta su Baek. Una volta a casa dell’assassino (che sua moglie ha appositamente addormentato dopo essere stata da lui malmenata), scopre che l’uomo ha in realtà ucciso anche altri bambini. Decide quindi di risolvere la situazione nella maniera più violentemente e, dal suo punto di vista, moralmente “giusta”, contattando tutti i genitori dei bambini uccisi, grazie alla complicità del detective che lavorò al suo caso.

Sympathy for Lady Vengeance è il terzo più barocco e superficialmente autoriale della “Trilogia della vendetta”, focalizzato più su simbolismi e narrazione visivamente stilizzata (ma stavolta è Chan-wook ad ispirarsi al Tarantino di Kill Bill, non viceversa) che sulla concatenazione tra gli eventi che si susseguono (la quale era invece il punto più di forza di Oldboy); la serie di vicende rappresenterebbe una sorta di cammino spirituale al termine del quale Lee Geum-ja raggiunge la propria “purezza” (simboleggiata dalla nevicata finale e dal dialogo sul “vivere candidi come il tofu” tra Geum-ja e Jenny), ristabilendo un “corretto” ordine delle cose, ed espiando il proprio peccato assieme alla propria frustrazione. Questa ricerca di una dimensione raffinata appare tuttavia forzata e non sincera, una sorta di verniciata pseudoautoriale alla Lars von Trier, dato che l’opera è chiaramente più ghignante e autocompiaciuta, nel proprio sfogo sadico-voyeuristico, che riflessiva e portante un qualche contenuto, come vorrebbe sembrare nelle sue sbandate finto-elegiache in cerca di conferire un supposto elevamento metafisico al semplice sfogo giustizialista centrale.

6.5/10

Posted in video | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: