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Puscifer – "C" Is for (Please Insert Sophomoric Genitalia Reference HERE)

Posted by StepTb su febbraio 12, 2010

Puscifer Entertainment, 2009
EP

Dopo “D” Is for Dubby – The Lustmord Dub Mixes (Puscifer Entertainment, 2008), disco di trascurabili remix opera del maestro dark-ambient Lustmord, esce a nome Puscifer l’EP “C” Is for (Please Insert Sophomoric Genitalia Reference HERE) (Puscifer Entertainment, 2009), che contiene le registrazioni live di Momma Sed (con arpeggi chitarristici “acquatici” e piglio psichedelico, tanto da somigliare ad alcuni live dei Tool) e Vagina Mine (con sezione ritmica più abrasiva dell’originale), già sull’album di debutto, più gli inediti Polar Bear (a cui il guest Joshua Eustis conferisce l’inconfondibile tocco sonoro elettronico alla Telefon Tel Aviv), The Mission “M Is for Milla Mix” (con tappeto industrial-trip-hop di un prevedibile Danny Lohner e contributi vocali dell’attrice Milla Jovovich), Potions “Deliverance Mix” (con base di Mat Mitchell e Trent Reznor, che da classico beat electro-industrial alla Year Zero evolve verso arrangiamenti acustici mediorientali), e The Humbling River (con introduzione in arpeggiato e melodia vocale vicina agli A Perfect Circle di pezzi come Gravity, e successivo ingresso di percussioni ipnotiche, lontana chitarra mediorientale, voce femminile di Carina Round, arrangiamenti d’archi).
Nonostante il palese manierismo stilistico della lista di guest, il lavoro segna un distacco dall’anima più goliardica e fine a se stessa del progetto, tornando sui passi iniziali e facendo presagire un futuro full-length più orientato al pubblico.

6/10

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Puscifer – "V" Is for Viagra. The Remixes

Posted by StepTb su giugno 8, 2008

Puscifer Entertainment, 2008
Album

"V" Is for Viagra. The Remixes (Puscifer Entertainment, 2007) è un inutile disco di remix (10 nuovi mix dei pezzi del disco di debutto V is for Vagina, e due mix alternativi del singolo goliardico Cuntry Boner).
Lunga la parata di artisti che hanno collaborato alle tracce, tra i quali gli immancabili John Eustis e Danny Lohner, ma si raggiunge un livello qualitativo sufficiente solamente nellinquietante remix di Drunk With Power, fatto da Joey Jordison degli Slipknot, e su quello in crescendo di Trekka, opera di Aaron Turner degli Isis. Nei restanti casi, le tracce originarie vengono semplicemente affogate negli overdub industriali, o ricollocate su background ritmici electro-dance o trip-hop.

4/10

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Puscifer – V is for Vagina

Posted by StepTb su novembre 10, 2007

Puscifer Entertainment, 2007
Album

Puscifer è il monicker dietro cui si nasconde il progetto musicale più personale e “privato” di Maynard James Keenan, vocalist dei celebri Tool e degli (ormai in pausa probabilmente definitiva) A Perfect Circle.
Prendendo il nome da un aneddoto della sit-com “Mr. Show” (nel cui primo episodio figurava appunto una fantomatica band di nome “Puscifer”, con Keenan e Adam Jones tra i membri), Puscifer è diventato un progetto musicale vero e proprio nel 2003, quando Keenan ha firmato in questo modo il pezzo REV 22:20 (scritto per la colonna sonora del film Underworld).
Si è poi tornati a parlare di Puscifer nel 2005 (quando un remix di REV 22:20 a cura di Charlie Clouser, uno dei collaboratori più stretti di Trent Reznor, è finito nella OST del film Saw II) e successivamente nel 2006 (quando un nuovo singolo, The Undertaker, remixato dal celebre Danny Lohner, è finito nella OST del film Underworld: Evolution).
Con la chiusura del progetto A Perfect Circle, Keenan ha deciso infine di dare un meritato spazio a Puscifer, dapprima con un singolo di lancio goliardico (Cuntry Boner, una parodia triviale del country, uscito solo su singolo -nonché cover di un pezzo degli Electric Sheep, la vecchia band in cui suonavano Tom Morello e Adam Jones-), poi con un EP (Don’t Shoot the Messenger, raccolta di tutti i pezzi apparsi fin’ora a nome Puscifer più l’inedito Trekka), e pochi giorni più tardi con un vero e proprio album, intitolato V is for Vagina.
L’approccio da riservare a quest’ultimo è abbastanza chiaro non solo osservando titolo e cover dello stesso, ma anche ascoltando l’assurda Cuntry Boner o venendo a sapere che Puscifer promuove anche un’omonima linea d’abbigliamento.

Passando al disco, la definizione più esatta l’ha data lo stesso Keenan in un’intervista: “Simply a playground for the various voices in my head […] a space with no clear or discernible goals […] where my Id, Ego, and Anima all come together to exchange cookie recipes“.
V is for Vagina è insomma una raccolta di diverse idee (abbastanza strampalate o fuori dai canoni da non poter venir discusse negli altri suoi progetti musicali) che Keenan ha sviluppato come espressione di sé, in modo immediato e tutto personale (come sempre in Keenan la vena goliardica non ha un inizio ed una fine, ma è qualcosa di vitale e impulsivamente inconscio).
L’ascoltatore si trova in una stanza buia di fronte ad un mosaico di frammenti sparsi nel caos, spesso raccolti tramite ripetizioni riflettenti l’istintività della composizione. Raccattandoli e riorganizzandoli ci si accorge ad ogni modo che Keenan in questo lavoro non ci ha messo il cuore ma appunto solo l’istinto, ed in particolare ascoltando gli ultimi due pezzi (il delirio psichedelico-mistico allucinato di Sour Grapes ed un remix intimista ed etereo di REV 22:20) ci si rammarica che anche nel resto del disco non vi siano stati impegni estetici orientati in tali direzioni: Queen B. e DoZo sono due pezzi troppo ripetitivi e derivativi (dal trip-hop ipnotico di scuola inglese), mentre Vagina Mine e Momma Sed (quest’ultima scritta assieme a Commerford e Wilk dei Rage Against the Machine) due riproposte un po’ più oscure, con i medesimi timbri vocali, la prima più affascinante nelle atmosfere (e nel languido basso) e la seconda forse la traccia più catchy del disco, ma ugualmente troppo pallide per convincere realmente.
Con Drunk with Power, The Undertaker (remixata in una versione differente e meno industriale) e Trekka si rialza il livello generale, grazie ad un trittico molto compatto (d’altronde in due delle tracce collabora Lustmord) e un po’ autocompiaciuto, ma dalle sfumature viscerali apprezzabili (specie in Trekka, a cui presta alcune voci di sottofondo anche Jarboe). Infine lo spettacolo si chiude con Indigo Children (la traccia forse più percorsa da scariche elettroniche inquiete di marchio Nine Inch Nails) e le già citate Sour Grapes e REV 22:20 (Dry Martini mix), ovvero i due episodi migliori di tutto l’album.

V is for Vagina è un disco con evidenti e disorientanti mancanze, ma sono tutte mancanze volute già in partenza, in una sorta di divertimento un po’ intellettuale, un po’ mistico, un po’ infantile, un po’ sovversivo (è decisamente un lavoro nato e progredito in senso contrario alle più comuni “regole di mercato”); incuriosirà molti, suonerà troppo “fuori dai canoni” o enigmatico ad altri, e divertirà specialmente i fan di Keenan, oramai abituati alla sua personalità eccentrica ma capace di stupire regolarmente ad ogni appuntamento.


6/10

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