StepTb blog

Black Coffee Blues

  • Archivio

  • Categorie

  • Best albums

  • Best films

Posts Tagged ‘soulfly’

Soulfly – Omen

Posted by StepTb su settembre 28, 2010

Roadrunner, 2010
Album

La formazione dei Soulfly resta la stessa di Conquer anche per il successivo settimo album Omen (Roadrunner, 2010).
Bloodbath & Beyond apre il fuoco con una scarica di hardcore misto a thrash-metal, mostrando una maggior tendenza a recuperare il “groove” perso con il disco precedente, ma le promesse non vengono mantenute lungo il corso del disco.
Rise of the Fallen non presenta parti di chitarra e drumming interessanti, ma viene vitalizzata da brevi tocchi percussivi ed elettronici, e soprattutto dal contributo vocale di Greg Puciato, che la avvicina al sound dei The Dillinger Escape Plan, così come il guest Tommy Victor dei Prong riesce a dare un senso e una propria impronta all’altrimenti non molto interessante groove-metal dalle cadenze marziali opprimenti di Lethal Injection, su cui tuttavia si innestano dei virtuosismi chitarristici in modo non troppo convincente; entrambe costituiscono, assieme all’opener e alla consueta strumentale Soulfly VII (soffusa ballad hard-rock con tocchi latini, orecchiabile anche se suona di vent’anni troppo vecchia), gli unici momenti godibili del disco.
Great Depression abbassa il livello generale con una trita fotocopia del thrash alla Slayer, e su coordinate altrettanto stanche e già sentite si muovono Kingdom, Jeffrey Dahmer e Mega-Doom; un più marcato spirito hardcore rende Counter Sabotage e Off With Their Heads leggermente superiori alle altre tracce, ma la stessa formula fa invece suonare Vulture Culture solo come una parodia del sound di Beneath the Remains dei Sepultura.
Sembra incredibile il modo in cui lo stesso autore di album continuamente traboccanti di variazioni stilistiche come Soulfly e Primitive si sia ora ridotto a scrivere dischi tanto monotoni e mentalmente chiusi come Conquer e Omen.

4/10

Annunci

Posted in music | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Soulfly – Conquer

Posted by StepTb su luglio 28, 2008

Roadrunner Records, 2008
Album

Il sesto album dei Soulfly, Conquer (Roadrunner, 2008), è essenzialmente una versione molto più monotona, derivativa e stanca del buon precedente Dark Ages.
Purtroppo il momento di rinnovata ispirazione di Max sembra proprio terminato: ripulito il sound da quasi ogni sfumatura etnica, appiattiti e rimasti privi d’energia i pochi riff groove-metal, assente l’anima viscerale hardcore-punk, ridotti i pezzi a schematici e già sentiti thrash-metal, nelle tracce di Conquer è perfino assente l’atmosfera apocalittica che convogliava la genuina rabbia esistenziale di Dark Ages.
Timidi accenni synth-rock (Rough) o mediorientali (For Those About to Rot) a concludere le tracce, così come cambi ritmici non molto frequenti e comunque prevedibili, non sollevano di certo la qualità complessiva.
Si distinguono dalla massa solamente le finali Touching the Void (7 minuti infernalmente cadenzati tra doom, groove-metal e arrangiamenti etnici ma claustrofobici, grazie anche ai preziosi contributi di Fedayi Pacha) e la solita parentesi strumentale Soulfly VI (che comunque è nettamente inferiore alle precedenti, visto che stavolta sembra quasi una banale power-ballad hard-rock sbucata dai 1980s).
Non si capisce ormai il motivo di una separazione tra Soulfly e Cavalera Conspiracy: i primi sono ora diventati quasi identici ai secondi, sound ritrito e scialbo compreso.

Da segnalare le guest vocals di David Vincent (dei Morbid Angel) nell’opener Blood Fire War Hate, e di Dave Peters (dei Throwdown) in Unleash.

5/10

Posted in music | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Soulfly – Dark Ages

Posted by StepTb su ottobre 4, 2005

Roadrunner, 2005
Album

Il 2004 vede purtroppo un episodio drammatico: Moses, ultimo figlio di Max Cavalera, perde la vita a soli 8 mesi.
Inutile dire che l’avvenimento influisce pesantemente sul musicista, il quale però decide di proseguire ugualmente con il suo progetto Soulfly. Stavolta viaggia tra Serbia, Turchia, Russia, USA e Francia per cercare nuove influenze e nuove risposte.
Dark Ages esce nel 2005, e si presenta indubbiamente come il miglior album dei Soulfly (secondo solo a Primitive).
Max abbandona l’impasto sonoro costruito sul crossover-rock noisy tipico dei precedenti full-length: raccoglie le principali caratteristiche del suo sound e le innesta in un lavoro in cui riffing e drumming arrivano dritti dal death-thrash del suo gruppo originario, i Sepultura (quelli di Chaos A.D., particolarmente), recuperando e aggiornando pienamente lo spirito infuriato originale di quel periodo.
Non si può più parlare di nu-metal o crossover-rock; Dark Ages conia un metal molto vario ma che prende le sue principali caratteristiche dal groove-metal e dall’estremismo sonoro tipico del death-metal, colorato grazie a una rinnovata ispirazione artistica.
Carved Inside sbuca dritta dai Sepultura dei primi 1990s in una formula brillantemente aggiornata grazie agli innesti hardcore-punk, Arise Again è uno dei pezzi più trascinanti mai scritti da Max, Molotov è hardcore-punk portato all’estremo, Frontlines (che nel testo cita Disposable Heroes dei Metallica) e Fuel the Hate sono death-metal vitalizzati da cambi ritmici ed esplosioni chitarristiche.
Riotstarter mescola eccellentemente distorsioni chitarristiche, percussioni ed industrial-metal.
Bleak è groove-metal estremamente aggressivo contaminato dall’industrial, come non se ne sentiva dai tempi d’oro dei Fear Factory.
(The) March è un breve intermezzo, sempre macchiato da sfumature “industrial”, e gli 8 minuti di Staystrong presenta una ben riuscita unione tra groove-metal, death-thrash e inquiete parentesi melodiche.
La chiusura, affidata alla nuova strumentale Soulfly V (11 minuti), non delude, ed è anzi tra le migliori tracce strumentali mai scritte dalla band.
Gli elementi etnici sono ancora presenti, ad esempio in I and I o in Innerspirit, ma non hanno più nulla della passione tipicamente brasiliana delle precedenti release: sembrano piuttosto provenire da una band metal scandinava.
Al tutto contribuiscono le atmosfere dei brani, rese ancora più inquietanti e “dark” dai vari campionamenti (vedesi la cupissima opener The Dark Ages) e dalle tastiere che fanno saltuariamente capolino allo scopo di rendere più opprimente il sound.

7/10

Posted in music | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: