StepTb blog

Black Coffee Blues

  • Archivio

  • Categorie

  • Best albums

  • Best films

Posts Tagged ‘stone sour’

Stone Sour – Audio Secrecy

Posted by StepTb su marzo 5, 2011

Roadrunner, 2010
Album

Gli Stone Sour diventano un cliché con il loro terzo Audio Secrecy(Roadrunner, 2010), una versione meno angosciosa ed immensamente più ammorbidita delle medesime variazioni stilistiche già sentite nei precedenti due dischi.
I pezzi che possono gareggiare alla pari con il passato sono la potente e heavy Mission Statement, la ballad Miracles (con un grazioso intreccio chitarristico che rievoca alcuni preziosismi dei Soundgarden), e i due buoni compromessi tra melodismo mainstream e distorsioni heavy costituiti da The Bitter End e dalla closer Threadbare.
Il resto è purtroppo un accumularsi dei più blandi, generici e banali cliché hard-rock e post-grunge da grande pubblico, derivanti ora dagli Stone Temple Pilots ora dai Creed ora dai Foo Fighters (questi ultimi particolarmente evidenti in Unfinished e Let’s Be Honest), con perfino qualche sgradita sbandata pop-rock alla Nickelback (Dying, Hesitate, Pieces, Imperfect), suonati e cantati nella maniera più generica e MTV-oriented possibile.
Tra il poco precedente disco degli Slipknot (contenente sensibili variazioni rispetto agli altri lavori), il conseguente tour e la morte del loro bassista Paul Gray, senza dubbio Taylor e Root hanno avuto qualche difficoltà ad assemblare un nuovo lavoro, e per questo motivo troppi momenti sembrano raffazzonati attorno alle prime idee venute in mente. Ma, come dimostra anche la produzione rifinita e allo stesso tempo soft di Nick Raskulinecz, la band aveva chiaramente anche l’obiettivo di suonare più morbida e radiofonica, perdendo quasi completamente la carica tipica dei primi due album.

5/10

Annunci

Posted in music | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Stone Sour – Come What(ever) May

Posted by StepTb su ottobre 4, 2006

(Roadrunner, 2006)
Album

Tornano gli Stone Sour di Corey Taylor, forti di essere riusciti ad influenzare perfino il sound del suo più celebre gruppo Slipknot, come testimonia il loro Vol. 3: (The Subliminal Verses) del 2004, trovando comunque il successo del pubblico.
Il cambiamento sostanziale nel secondo disco è la dipartita del drummer Ekman in favore dell’ex Soulfly Roy Mayorga, ma il fatto più apprezzabile e positivo è la netta maturazione del sound, ovvero proprio quello che ci voleva per una band che con il suo omonimo suonava un po’ troppo influenzata da altri validi gruppi post-grunge.
Come What(ever) May è dunque più raffinato, più maturo, con delle linee chitarristiche molto più convincenti e soprattutto un Corey Taylor mai così capace a trovare e cantare delle linee vocali melodiche ma allo stesso tempo dirette ed energiche.
Gli Stone Sour proseguono nella loro ibridazione del grunge più potente con una gran varietà di stilemi metal, e fortunatamente stavolta le influenze sono decisamente meno riconoscibili; la band è dunque riuscita a sopperire alla grossa pecca del suo omonimo disco d’esordio: ha raggiunto un sound proprio, approcciandosi ad un alternative metal personale e convincente.
Di contro, il disco ha anche alcuni evidenti difetti: molte tracce sono costruite su ottime idee ma vengono annacquate da un ritornello forzatamente catchy (Hell & Consequences su tutte, nonostante le divagazioni orientaleggianti); altre invece risultano decisamente già sentite e poco ispirate (1st Person, Cardiff, Socio, Your God), annoiando.
Il lavoro si risolleva qualitativamente grazie a pezzi come le due ballad Sillyworld e Through Glass (la seconda più convincente e meno commerciale della prima), la rockeggiante Made of Scars, e la violenta Reborn; sono piuttosto convincenti anche la potente opener 30/30-150, che pecca solamente nel ritornello troppo smorzante, e la title-track, che propone un grunge tirato e cattivo.
In breve, la band è maturata quanto basta e ha definito molto meglio il proprio sound, ma purtroppo presenta meno idee rispetto all’esordio. Complessivamente ci si trova di fronte ad un episodio gradevole ma dalla qualità di non molto superiore all’omonimo, anche se avrebbe potuto benissimo esserlo. Il grosso dubbio è che l’ispirazione sia stata volutamente smorzata in favore di un’orecchiabilità maggiore.

6.5/10

Posted in music | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: